A te

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Pioveva.

Il vento insinuava le gocce sulla pelle del viso sotto l’ombrello.

Ma io ti cercavo.

E non sentivo l’acqua di una pioggia fredda d’inverno.

Camminavo a fatica

nella lotta con il Gigante

che soffiava

volendo spazzare tutto.

Inconsapevole giunsi al muro diroccato

al pianoro d’erba gialla e pungente

ai tralci di vite scabri e legnosi

approdai alla casa bianca

che tu con un sorriso ingenuo

potevi illuminare.

Ciao. Sei qui.

La tua mano bianca è vicina

il tuo sorriso triste

la tua fragilità

mi sorpassa

e scompari

sogno perduto

senza tempo

per sempre

nel vortice stanco di emozioni

inutili

senza vita

sgomitolate

alla fine del viaggio.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!