Botte da orbi!(…a scuola)

Share Button

Io sono andata in pensione tre anni fa. Solo ora mi rendo conto che probabilmente ero già anziana. Non nel senso del modo di pensare ( a mio giudizio) ma, probabilmente, nel senso delle ” forze” in campo. Per esempio devi avere la mente ben fresca ed allenata per ricordare ognuno dei tuoi ragazzi: hanno diritto di non essere dei numeri inesistenti! Devi essere ben aggiornato in termini di norme, normette, normicciole che, essendo scritte sulla sabbia, oggi sono così e domani cosà, devi conoscere  il Personale a te affidato per correggerne le sbavature ed esaltarne i pregi, devi essere sempre rispettato ed apprezzato ed anche temuto, qualità (o difetto) ‘sine qua non’ quando si ha a che fare con i politici con cui trattare per poter garantire sicurezza alla tua Scuola, dignità, mezzi per dare un insegnamento non si dice al top della qualità ma almento soddisfacente. Beh, tutto questo bisogna fare  quando uno è chiamato a dirigere una (o più) scuole. Certo che ci vuole energia, salute, sensibilità, amore per il proprio lavoro e per coloro che stanno crescendo lì, accanto a te. Per me ce l’avevo e riconosco che sono presuntuosa. Comunque Renzi ha tagliato corto e, con gli amici dell’epoca, mi ha egregiamente messo alla porta.  Non scendiamo in dettagli, aggiungiamo solo che avevo in testa un progetto per la mia scuola, i miei Colleghi ecc ecc e che in un anno l’avrei messo a punto ma… tutto è andato a gambe all’aria. Meglio, probabilmente sarà stato un progetto che ” non s’aveva da fare, né ora, né mai”così tutti contenti o almeno credo.

Ma torniamo al punto da cui sono partita: perché a scuola abbiamo ragazzi senza regole che non rispettano l’autorità ovvia dell’Insegnante?

Questo è quello che penso:

  1. la nostra società non rispetta le regole e quindi non le può travasare nelle coscienze dei giovani
  2. le famiglie, molte,  sono fatiscenti, non reggono alla prova dell’educazione dei figli, sono sbandate nella violenza verbale e gestuale
  3. in cattedra siedono non sempre i migliori, a volte ci sono frustrati  che non accettano il ruolo dell’Insegnante
  4. talora i Docenti scivolano in atteggiamenti troppo confidenziali che alterano l’equilibrio Docente/discente
  5. non sempre le lezioni vengono spiegate e la classe, all’unisono, non è impegnata con il Docente a comprendere qualcosa
  6. a casa i ragazzi non hanno sponde a cui appoggiarsi in caso di necessità
  7. la fiera dei ‘votacci’ provoca umiliazione e demotivazione. Un voto insufficiente deve poter essere rimediato
  8. spesso a scuola si ignora la vita e le esigenze di chi ci sta davanti e non si fa un passo verso di lui
  9. le famiglie, per scaricarsi la coscienza dalla scarsa attenzione per i figli, tendono, sovente, a difenderli contro, a prescindere, il Docente
  10. l’allievo, reso leader negativo in classe, non aspira più a migliorarsi e si aggira nel tunnel dell’abbandono e della devianza

C’è stato un periodo, non lontano, quando la Scuola aveva perso la sua considerazione sociale, era divenuta, spesso,  un mercato dove dare mance lavorative a chicchessia, con buona pace dei poveri ragazzi che anziché trovarsi in cattedra un Maestro, trovavano un raccomandato che elargiva deleghe stipendiali a chi di dovere e, spesso, conosceva poco la materia che, per insegnarla proficuamente, avrebbe avuto bisogno di essere ben conosciuta e padroneggiata. Ma questo brutto andazzo non toccava solo la Scuola, anzi, purtroppo, impregnava tutta la società e il cancro della corruzione cominciò a crescere e ad ingigantirsi indisturbato. 

La vita è breve, lo sappiamo. Ma per chi vive il proprio tempo sembra un’era geologica e non si accorge che, in fretta, i danni seminati portano frutti, in modo esponenziale, per generazioni. Questo, a mio avviso, è quello che sta succedendo.

E’ inutile che ci raccontino di Pil in crescita, di incrementi lavorativi, di miglioramenti sociali globali: la verità è che abbiamo aperto gli occhi sul disastro in cui siamo immersi e che, in un ambiente globabilizzato come quello che ci è dato di vivere, non prospetta soluzioni a breve o almeno che noi, contemporanei, possiamo vedere e percepire.

E così i giovani che, per istinto fiutano l’aria, non dichiarano guerra secondo le vecchie modalità che la Storia ci ha tramandato, ma colpiscono, arrabbiati, coloro che, per  condizione, rappresentano lo Stato, la società, tutto quello che non è il mondo dei sogni che la natura aveva fatto loro  immaginare e desiderare quando hanno cominciato ad aprire gli occhi sul mondo che gira, da milioni di milioni di anni, attorno al sole.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!