Classicamente

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Tra le rovine bianche

dei templi

con mosaici impolverati

che narrano

storie

guerre

amori

notti e giorni

di corsa

precipitati nel buco nero

del tempo,

ho trovato

in una teca di vetro

il bracciale

scolpito

che conosceva il tepore del tuo braccio.

 

Anche tu

sei passata.

Hai abbandonato

il monile

che oggi

è silenzio

di materia

freddo

e senza carezze.

 

Quando?

La coltre pesante

del tempo,

lo ha nascosto

fino al piccone leggero

che gli ha ridato

il sole.

 

Vorrei

un dono

così,

vorrei la mano gentile

che lo porge

al braccio,

vorrei il sorriso

complice

che l’accompagna

vorrei l’istante felice

che

trasforma

il nero

della notte

in un nastro

infuocato

che volge all’infinito.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!