Frangar non flectar

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Scomodo i latini  per elegantemente dire che “non mollo”in merito alla nomina di Amministratore Unico delle Opere Sociali Servizi SpA , senza emolumenti in qualità di pensionata   e ritenendo di avere adeguato curricolo e titoli, nomina per la quale era stata richiesta dal Presidente delle Opere Sociali medesime N.S. di Misericordia di Savona la personale”disponibilità” entro il 29 dicembre 2015. Bella, vero? questa frase di apertura perfettamente in linea con il linguaggio burocratese di certi apparati che tengono per sé le cose e amano poco condividerle. Ma, ovviamente, qui ad usare i tornanti lessicali della burocrazia sono io e, quindi, non si allude a nessuno. Figurarsi.

Ma torniamo alla ragione della dichiarata protervia che molti mi avranno attribuita nel voler mettere il becco, io vecchietta in pensione, nella gestione del patrimonio di lasciti ai poveri e bisognosi. Tanto per incominciare tutto nasce dagli incontri casuali, ma dolorosi, di italiani senza tetto, privi di dignità ( pur avendola avuta,eccome! ) e ridotti  in mezzo ad una strada. Compagni di dolore, solitudine, sofferenze spesso  cagnolini senza pretese  trattati come figli e ai quali si cerca di dare il più possibile. Non di riparo perché quello è un bene irraggiungibile che in una città del vecchio mondo, nella civilissima Europa, nel secondo millennio risulta impossibile ad aversi.  

Veramente è sconcertante che chi ha in mano il Bene pubblico non si impegni ,si arrovelli, ci passi le notti in bianco pur di risolvere queste situazioni che sono un pugno allo stomaco per tutti. Magari non per questi politicanti che continuano a pensare a convegni, feste, glorie da tradurre in trofei utili per fare voti e garantire la seggiola, poltroncina,poltrona che veramente costa alla gente ma che è una perdita secca in termini di vantaggi per chi spende sperando  e cioè i normali cittadini.

Io “non mollo”. Voglio capire perché del posto di Amministratore Unico delle Opere Sociali Servizi SpA nn si parla più. Chi lo ricopre? Quanto costa al budget delle Opere Sociali?

Anche il Presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone che pare sia stato salomonicamente investito per decifrare un nodo (chiarissimo al buon senso comune) riferito all’aspetto pubblico o privatistico dell’Ente ( ribadisco: trattasi di beni pubblici lasciati per i poveri da Savonesi generosi e filantropi) pare non abbia ancora parlato. Magari chiederemo direttamente a Roma perché, essendo in democrazia, non c’è ancora nessuno che è “capo” per diritto divino e perciò ai cittadini dovrà, nei suoi tempi s’intende, rendere conto. 

Io vorrei capire se le Opere Sociali hanno terreni incolti ( mi risulta anche a Savona) e locali fatiscenti perché con  i 70 mila euro che si risparmiano per la persona dell’Amministratore che può lavorare , come me, gratuitamente ( e se ho gestito scuole sempre facendole crescere, problematiche adolescenziali, familiari, studenti fino, in anno, a duemila e relativi genitori ecc, bilanci etc etc non mi si dica che “non so”perché i miei posti me li sono guadagnati per concorsi nazionali e non per vis politica che mette sempre chi vuole ed è di apparato) si può dare lavoro a risistemare il verde e gli orti, sia pure per un tempo determinato, a poveri italiani in miseria, far loro ripristinare spartanamente piccoli alloggi e intanto pensare al futuro. Anche a creare, una volta riscattate le persone e data un po’di dignità, una situazione migliorativa per l’avvenire.

Il presidente Cossiga, a riposo, si levava i sassolini dalle scarpe e anch’io, imitandolo, mi permetto di interrogarmi e di aspettare pazientemente delle risposte.