Gionni la leggenda

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Capitò anche a scuola, in un inverno in cui le azioni di bullismo si sprecavano e io mi destreggiavo, come potevo e come sapevo, tra denunce appostamenti indagini finte o vere, che in una prima di ragazzi teneri teneri e di ragazzine con le treccine, un pomeriggio
girassero minacciosissimi messaggi sui cellulari. ” Esci da scuola e sei morto!” ” Quando sei fuori ti spacco quel brutto muso di rospo!” E via su questo ritmo andante.

Anch’io “tenevo” il mio bel patema pur rincuorando la collega professoressa. Ma, la cosa cambiò subito colore appena ebbi in mano i cellulari ed osservai che l’anonimo attore di stalking in realtà si firmava :”johnny la leggenda”. Mi divertii da matti. Specie quando scrutando i ragazzi che avevo difronte uno mi guardava parecchio sornione.

Confesso la mia ignoranza: non sapevo che John Legend esistesse e fosse un valente musicista per cui mi ancorai al significato puro del nome e mi parve una genialata. Finì tutto benissimo con l’autore di tanto ardire che fu “severamente” punito con un bel riordino di libri della biblioteca, naturalmente in compagnia della prof e a sua disposizione. L’originale soggetto fu punito, il rigore fu salvo e la biblioteca fu più ordinata.

Oggi, dopo un decennio, il giovanotto è un musicista che raccoglie complimenti in giro e che è considerato un talento. E pensare che il fantasioso Gionni la Leggenda, in una oscura aula di Liceo, già aveva comunicato agli altri, rischiando parecchio, come avrebbe targato il suo futuro.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!