il cerbiatto

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Correva

il cerbiatto

saltando le siepi

cercava la madre

dimentica di lui

per poco.

E nella radura

accanto al pino nero

vicino

al grande castagno

si appoggiò al corpo caldo della madre

e ne cercò il nutrimento.

 

Hai occhi grandi

come lui

profondi

di acque di sorgente

veloci

come l’acqua turbolenta della cascata.

Hai occhi vivi

che aspettano

i giorni da venire

il cielo

che si deve schiudere

in intramontabili stelle

il sole

che si scioglie

dall’abbraccio della notte complice

per illuminare gli anni

hai occhi di mistero

che si posano sopra,

ondeggiando,

e ti lasciano

presto

per l’ultima volta

ferita

senza scampo.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!

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