Il gatto del Cheshire ( o Stregatto )

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“Micio del Cheshire, […] potresti dirmi, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?”
“Tutto dipende da dove vuoi andare,” disse il Gatto.
“Non mi importa molto…” disse Alice.
“Allora non importa quale via sceglierai,” disse il Gatto.
“…basta che arrivi da qualche parte,” aggiunse Alice come spiegazione.
“Oh, di sicuro lo farai,” disse il Gatto, “se solo camminerai abbastanza a lungo.”
Alice sentì che tale affermazione non poteva essere contraddetta, così provò con un’altra domanda: “Che tipo di gente abita da queste parti?”
“In quella direzione,” disse il gatto, agitando la sua zampa destra, “vive un Cappellaio: e in quella direzione,” agitando l’altra zampa, “vive una Lepre Marzolina. Visita quello che preferisci: tanto sono entrambi matti.”
“Ma io non voglio andare in mezzo ai matti,” si lamentò Alice.
“Oh, non hai altra scelta,” disse il Gatto: “qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.”
“Come lo sai che sono matta?” disse Alice.
“Devi esserlo,” disse il Gatto, “altrimenti non saresti venuta qua.”( da “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carrol)

 

Eh sì! siamo davvero tutti matti. Matti per non impegnarci a scegliere figure politiche guida che abbiano: competenza, umiltà, disinteresse, senso del dovere e amor di Patria che vuol dire anche partecipazione al proprio popolo specie ai più deboli.

Messa via questa edificante affermazione, commentiamo un po’, senza presunzione, quello che accade intorno a noi. Dai sondaggi ( ai quali non so dare la giusta importanza, perché credo che le persone dicano il verosimile sul loro voto e non il vero ) risulta smisurata la percentuale di chi non andrà a votare. Oppure voterà bianca o nulla. Certo, la delusione per la fiducia a chi si è votato in precedenza oggi è grande e molto diffusa.  Sentiamo citare grandi statisti, storici, studiosi , certo, ma siamo lontani galassie da loro!

Lo Stato avrebbe bisogno per curare i suoi mali ( disoccupazione, servizi, ricchezza mal distribuita, corruzione ecc) di molta voglia di scegliere bravi rappresentanti giudicati dai fatti che hanno saputo o sanno offrire, o dalla trasparenza giovane ma capace della loro immagine. Altro che gigantografie del sorriso che mal ci azzeccano con i tempi o con il nostro tricolore sfumato tra le righe o con i proclami di chi anziché parlare di sé per farsi giudicare e scegliere parla subito degli altri, naturalmente mettendo tutto sotto una spessa lente di critica facile ma anche gratuita.

I partiti scelgono. Ma chi? qualcuno forse che darà un bel colpo di timone alla navigazione di una città o di un Paese in secca? Speriamo! augurandoci anche e a questo punto, di uscire da questo tunnel generale che ci coinvolge e di “non essere matti” come appunto rimproverava ad Alice l’originale ma saggio Stregatto.