il vortice

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Quella casa!

Nella faggeta intricata

sopra radici insidiose

giungo spaventata.

Eppure la casa di legno

con l’uscio inchiodato

mi attende.

Mi hai indicato lì

con un gesto

sulla mappa sgualcita

che avevo nelle mani

e subito

mi sono messa in cammino.

 

Ti troverò ad attendermi.

Nulla potranno gli incantesimi

che ti incorniciano nella bellezza giovane

che torniscono le tue mani

bianche e lisce

che ti lasciano sempre un sorriso ingenuo

sul viso.

E io

austera

con occhi senza luce

e labbra senza vita

senza il sangue caldo

che pulsa

feroce

nel desiderio:

nulla potranno gli incantesimi

apro la porta

con affanno

scorticando le mani ai chiodi

ed entro

nella penombra azzurrognola

profumata d’incenso.

 

Ci sei.

Quanto

quanto ho atteso il tuo abbraccio

il riposo

chiusa sul tuo petto

senza battito

senza calore

non ti ho sentito

respirare

fremere

ansimare

senza desiderio

freddo

non c’eri.

 

Eppure ti ho visto

bianco

senza tempo

ma non più per me.

Su quella sedia di paglia bucata

su quello scheletro di legno

scivolo

e la casa della faggeta

con le mani protese a te

mi rapirà

in un tempo

senza inizio e senza fine

finchè

volando

nello spazio d’argento

come farfalla bianca

mi poserò sul tuo cuore

e gli ridarò vita.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!

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