#labuonascuola 5

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Sembra che d’ora  in poi, per il preside, ci sarà la possibilità di individuarsi una squadra di Colleghi/prof con cui condividere la Scuola: dall’offerta formativa alle scelte varie del quotidiano scolastico. Io sono d’accordo. Potrei dire che no, non è da Scuola di Stato selezionare anche minimamente il personale; potrei aggiungere che non è nemmeno  giusto che ci sia l’arraffa arraffa a “bravi” o presunti tali o a “collaborativi” e che si crei una sorta di zona d’ombra per altri che magari non emergono o non sono conosciuti per quel che valgono. Sì, potrei dirlo. Un po’ lo penso anche. Ma quando mi vengono in mente i sorci verdi che ho visto per certi soggetti che se la scuola andava a nord loro tiravano a sud, se c’era una dorata pax augustea in Collegio Docenti e si tirava innanzi con tranquillità e magari con profitto, ecco che, come legioni di zanzare tigre fameliche di sangue umano, uscivano a prendere in ostaggio il microfono e giù a minare, in solitaria, quello che si era costruito. Persone noiose, per dar loro una definizione. Noiose anche nei rapporti con gli allievi: per i loro problemi bisognava spalancare autostrade a otto corsie, per quelli dei ragazzi (magari somari, questo sì) niet! Freddezza totale. Ebbene, si capisce bene che il preside non è un santo che fa miracoli e se gli chiedono di traguardare al meglio, con gli altri, una istituzione scolastica non può quotidianamente ingaggiare discussioni infinite, invocare mille volte la Santa Pazienza, avere a che fare con soggetti che, perlomeno, devono ancora apprendere che hanno a che fare con P e r s o n e (cuore, mente, anima) e che, se queste sono deboli e da educare, è lì che giocano davvero il ruolo più alto del professore, anzi del Maestro, come preferisco dire.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!