e li chiamano esami….

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Premetto subito che non ce la faccio ad avercela su con i ragazzi. In fondo, sbagliano anche (ma chi non sbaglia?) ma devono crescere e, si sa, dall’esperienza si impara anche quando è una lezionaccia di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Va bene, detto tutto ciò, io credo che anche quando lo studente “maturando” è una schiena dritta, uno che se la rideva nel banco sotto i baffi, che era l’Oudinì del salto della scuola, che se poteva disturbare la lezione e il professore, era più felice del merlo fischiettante sull’albero, ebbene, anche se tutto ciò, io credo che questo ragazzo che saluta la scuola, il banco, la campanella, sperando per sempre, meriti una lezione. 

La lezione gliela deve dare la Scuola tramite la cosiddetta Commissione, mescolata da prof noti ed altri ignoti, che deve farlo riflette su come tanta sua ostilità, menefreghismo, disinteresse, sia stata un’operazione in perdita verso chi, comunque, lo considerava importante, pensava di giocarsi con lui la propria professionalità e, aggiungo, la sua pazienza, la sua serietà, la sua umiltà. Quell’umiltà che, tante volte, lui non ha tirata fuori, quando a muso duro sfidava il Professore, quando riusciva a mortificarlo e a trascinare nella disfatta anche quello che restava della sua famiglia, a volte pochi stracci male in arnese.

Ecco, questo ragazzo alla Maturità non deve solo fare i conti con la sua ignoranza ma anche e soprattutto con il tempo che ha buttato via senza crescere, senza costruire, senza combinare un briciolo di cose da mettere dalla parte del positivo in una lavagna tutta coperta di scarabocchi di fatti, parole e atteggiamenti negativi e sbagliati.

Deve trovarsi di fronte uno sguardo profondo che gli arriva dentro e che, in un attimo, lo trapassa stracciandogli le coperture e i paraventi che ha indossato. Deve incontrare il Maestro che, con tristezza, ma in silenzio, lo rimprovera allungandogli però pur sempre una  mano. Una mano calda e amica. Questa è la grandezza della Scuola e questa si fonde per sempre e per tutta la vita nel cuore di ciascuno