Miseria e nobiltà

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Uno dei personaggi che più impegnano le difese immunitarie quando lo (la) si incontra è il “Sapiente”. Su tutte le cose è preparato, conosce a menadito ogni situazione, ha soluzioni pronte e taumaturgiche, lui (lei) è bello, bravissimo, perfetto anche nei suoi difetti dichiarati ma che difetti non sono, più che altro particolarità, anzi pregi, conoscitore del mondo e delle vie che portano al potere.

E’ amico non dei poveracci ma dei sommi, ha frequentazioni salottiere e non incede mai nei malandati carruggi della suburra urbana. Vive in eterna simbiosi con gli occhiali scuri perché il bel tenebroso che è in lui (lei) ne risalta, in qualunque settore lavorativo è l’eletto non di questo mondo e, giustamente, non deve mai ringraziare quei bifolchi che si smazzano per garantire anche a lui quello status che mai avrebbe meritato con la plebea applicazione e fatica, non nobile né elitaria e nemmeno lontana parente dei potentati che frequenta. 

Il Sapiente, parlando di lavoro,  ha poi la nobile caratteristica di sputare nel piatto dove ha mangiato e , naturalmente, di irridere  chi ha sudato per mantenergli un posto al sole perché la modestia e la riconoscenza, si sa, sono atteggiamenti miseri e non degni di esseri superiori, anzi angelicati, come lui o, come già si è detto,  lei.

 

 

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!