Questa è la storia …

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No, non è una di noi e non è nata in via Gluck. Piuttosto è nata in un bosco. Un bosco della Valbormida. Una cucciolata di quattro adorabili jack russel: due maschi e due femmine. Edy era la più piccola, le sue zampine erano la metà di quelle dei suoi fratelli, il suo musino un ovetto di colombo schiacciato in punta e due orecchiette che pendevano come tendine. Scorrazzava, appena imparato a camminare, nella sua cuccia di paglia, riscaldata da una lampadina e dal cuore della sua mamma e dal mucchio dei suoi fratelli. In una giornataccia di nevischio arrivai io, la vidi e me ne innamorai. E, a seguire, una giornataccia ancora peggiore per la microscopica Edy: al mattino quella dolorosissima puntura nel collo piccino per il microchips e al pomeriggio mia figlia che venne a portarsela via. Quando giunse a casa mia trovò ad attenderla due cani praticamente vecchi che la fiutarono e la ignorarono subito. Dove era la sua mamma e i suoi fratelli?nello specchio del forno della cucina ne vide uno e piangendo cominciò a grattare per entrare in quel mondo dove sembrava fossero i suoi fratelli e sua sorella o almeno uno di loro. Il forno non si aprì e Edy perse per sempre la sua piccola famiglia nel bosco. E perse anche il bosco e la paglia e la lampadina e la sua mamma che la scaldava così bene e le dava un latte che l’addormentava contenta.