sapore di sale

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Era dunque il 1963 quando ero un’assidua dei balli della mattonella che, nell’estate dei quattordici anni, mi giocavo nelle feste domestiche . Beatles, Paoli, Mina, Presley… con le note che rimbalzano fresche nella mente, il ricordo sulla pelle, i fremiti del tempo delle mele.

E le estati avevano il cielo blu, gli alberi erano lo stesso verdi e al mare la sabbia sfuggiva la presa della mano. Poi sono state altre estati. Ma non più quelle che mi aprivano il cuore, che mi sorprendevano.

Questa estate appena iniziata mi ha ridato, in un assaggio, il vecchio sapore delle estati giovani, popolate di sogni e scintillanti. Non è cambiato nulla, forse, però, l’aver messo in standby la mia vita mi ha riaperto un finestrino chiuso sul mondo incantato della giovinezza, dove ti bastano le cose di tutti i giorni, il mare trasparente, l’aria frizzante , la mente che se ne va, da sola, in alto, come un palloncino che trattieni con un filo leggero.

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!