Ultimo atto

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Un’onda

inaspettata

ha spaccato

il diaframma esile

senza forza

pallido

che isolava

lo sfarfallìo di vita

dal vuoto

nero

di un cosmo razziatore.

 

Dallo squarcio

al ritmo

frenetico

di tamburi e violini

intrecciati

con un passo

aggressivo

la potenza

sorprendente

ha invaso

la fragile bolla

che il fuoco

ha divorato.

 

Perché

questo canto sofferto

di sangue

e di speranze

inutili?

L’ho meritata

questa ultima

favola

crudele?

Nel freddo

della notte vuota

di carezze

di sguardi caldi

di abbracci solitari

vedo

il meccanismo

tagliente della fine:

ha il tuo sguardo

blu

come ghiaccio

profondo

che fredda

per sempre

il cuore.

 

 

gabriella rosso

evergreen, ovviamente!